Una città a forma di pigna

La caratteristica della città vecchia di Sanremo, così come quella di molte altre città e paesi della zona, è la sua forma che ricorda una pigna.
Questo deriva da due fattori: uno è la mancanza di spazio per costruire, che costrinse i cittadini a erigere case strette e alte; l’altro è un fattore strategico. A quel tempo una grande minaccia giungeva dal mare, rappresentata dai Saraceni, pirati provenienti dall’Africa che sbarcavano sulla costa, derubavano i locali dei loro beni e qualche volta li rapivano per venderli come schiavi. Così le case venivano costruite in cima alle colline per permettere ai locali di vedere per tempo i Saraceni e organizzarsi per la difesa.
Per questo la vecchia città di Sanremo, e anche un paese di una vallata vicina,presero il nome „La Pigna“ dai frutti del pino.

Fuori della città si svolgevano le attività economiche come la pesca e l’agricoltura; ma la sera, e in caso di pericolo, gli abitanti si ritiravano nella Pigna, protetti dalle mura. Le mura avevano porte per permettere l’entrata e l’uscita, ma c’era anche una porta falsa, detta „bugiarda“: in caso di assedio, una volta sfondata la porta „bugiarda“, i nemici si sarebbero ritrovati in aperta campagna e non all’interno della città.

Quando dentro le mura non c’era più posto per altre case, si costruiva al di fuori, e dopo un po’ veniva innalzata una nuova cerchia.Questo successe per almeno per tre volte nella storia di Sanremo.

Le case erano costruite le une vicine alle altre, e le strade erano molto strette e ripide; alcune strade erano coperte da una volta.Erano fatte di pietre e mattoni. A volte venivano fissate nei muri delle sbarre di metallo per impedire loro di cadere dopo i terremoti.

Furono costruiti archi tra le case, che si possono vedere tuttora. Erano utilizzati per scappare da una casa all’altra nel caso i nemici fossero riusciti ad entrare in città. Erano anche usati per gettare ogni sorta di cose sui nemici: frecce, pietre e anche…olio bollente!

Quando la minaccia dei Saraceni fu definitivamente superata, il territorio di Sanremo passò sotto il controllo dei Vescovi feudatari, che favorirono la rinascita dell’economia ma anche imposero molte tasse. In città tornarono artigiani e commercianti, che si riunirono in associazioni a carattere dapprima solo economico, poi anche politico. Da queste associazioni nacquero i primi statuti che diedero in seguito origine gli statuti comunali.