La preistoria nella zona di Sanremo

I resti preistorici nella zona di Sanremo arrivano in parte da alcuni scavi a seguito della realizzazione di lavori pubblici (scavi in Via San Francesco nel centro della città) e in gran parte dall’esplorazione di grotte e caverne situate sulla costa (Grotta dell’Arma, Caverne dei Balzi Rossi) o tra le montagne (Valle Argentina) .

Le caverne dei Balzi Rossi si trovano vicino al confine italo-francese tra Ventimiglia e Mentone, e testimoniano l’esistenza di una comunità umana molto antica, appartenente alle razze Cro-Magnon e Grimaldi (quest’ultima prende il nome da un paesino delle vicinanze). Sono così importanti per l’archeologia della zona da essere considerate un „santuario della preistoria mediterranea“.

Le peculiarità delle caverne dei Balzi Rossi (che furono più volte nei tempi preistorici invase e abbandonate dalle acque del mare) consistono nei resti umani e in alcuni manufatti.
I resti umani ritrovati in alcune sepolture di adulti e bambini dimostrano la presenza dell’uomo qui per circa 200 000 anni, dalla glaciazione del Riss al Mesolitico. L’uomo qui è stato rappresentato nei millenni dalle razze Grimaldi (con tratti negroidi), Cro-Magnon e più recentemente dall’Homo Sapiens.
Sono stati ritrovati i resti di 16 individui umani. Alcuni erano sistemati in vere e proprie sepolture con un corredo di oggetti e testimoniano una civiltà più evoluta.

I più significativi manufatti ritrovati nelle Caverne dei Balzi Rossi consistono nei graffiti e nelle statuette delle Veneri.
I graffiti sono stati ritrovati in alcune caverne e rappresentano animali ( cavalli) e individui umani. Sono state anche ritrovate tracce di colore che fanno pensare che i graffiti potessero anche essere stati „dipinti“.
Le „Veneri“ sono piccole statue (ne sono state trovate 15) che rappresentano donne con fianchi, seni e glutei molto evidenti;fanno pensare a riti focalizzati sulla fecondità umana e sono simili ad altre statue risalenti a circa 20 000 anni fa trovate in Francia, Austria e Moravia.

La zona di Sanremo fu abitata, nei tempi preistorici, da una quantità di animali, che variavano a seconda del clima. Stambecchi, cervi, cavalli, caprioli, bovini e suini facevano parte della fauna comune. A periodi di clima più freddo risalgono i resti di renne e marmotte.E’ provata la presenza di orsi delle caverne, ippopotami, iene, rinoceronti, elefanti e mammuth. Un animale molto particolare, del tutto estinto, era l’uro, una specie di antenato del bue.
Anche le varietà di conchiglie ritrovate dimostrano l’alternanza di temperature calde e fredde nel mare.

Il cavallo dei graffiti nella Caverna del Caviglione è di razza Przewalskii. Questa razza era presente nella regione alla fine della glaciazione Wurm. Era un animale massiccio e di bassa statura, simile al cavallo selvaggio della Camargue, una vicina regione della Francia.

I manufatti ritrovati nelle grotte e caverne della zona di Sanremo comprendono semplici strumenti di pietra e osso usati per la caccia e la pesca (choppers, coltelli, frecce, arpioni) e resti di contenitori generalmente fatti di argilla.

Una civiltà preistorica più evoluta produsse ornamenti personali fatti di conchiglie forate e denti di animali, e più tardi ancora anche oggetti di metallo come le armille, grossi bracciali decorati.

A causa della ricchezza dei ritrovamenti preistorici in questa zona, ci sono numerosi musei o sezioni archeologiche. Un grande museo si trova accanto alle caverne dei Balzi Rossi vicino a Ventimiglia, un importante sezione archeologica si trova al Museo Civico di Sanremo, e una piccola ma interessante sezione archeologica si trova pure nel paese di Triora in Valle Argentina. Non lontano da Sanremo si trova la zona archeologica di Toirano, con il più grande giacimento d ossa di orso delle caverne. Un’altra zona molto interessante nelle vicinanze di Sanremo è la zona del Monte Bego (ora francese, ma italiana prima delle Guerre Mondiali) , dove sono state ritrovate migliaia di incisioni.